In questo giorno dedicato alla memoria di un così triste neo della nostra storia, un pensiero lo rivolgiamo a tutte le vittime di questa piaga: Shoah!
Un pensiero che sia caldo come un'abbraccio ai nostri morti siciliani e a tutti i deportati che sono riusciti a ritornare in Sicilia dall'inferno dei campi nazisti. Voglio segnalarvi, a tal proposito, il libro DEPORTATI E INTERNATI racconti biografici di siciliani nei campi nazisti a cura di Barbara Becchelloni, correlato di un lancinante audio documentario a cura dell'associazione Audiodoc, e promosso dall'associazione ANRP. Il progetto è realizzato dalle interviste e a le testimonianze dirette di siciliani deportati o internati nei campi nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Si tratta quindi di una ricerca territoriale che ha volutamente accostato storie tra loro diverse: quelle delle persone deportate nei campi di concentramento o di sterminio (KZ) perché considerate nemiche del nazismo oppure non degne di vivere secondo le leggi razziali, con quelle delle persone internate nei campi per prigionieri di guerra e lavoratori coatti (Stalag), cioè dei militari italiani internati (IMI) in Germania dopo l'8 settembre del 1943.
Sul sito http://www.imiedeportati.eu vengono pubblicati i risultati della ricerca. Un libro dove sono state analizzate le testimonianze; un audio documentario basato sulle interviste raccolte; e un archivio delle testimonianze stesse.
A più di 60 anni di distanza questi sopravvissuti raccontano, alcuni per la prima volta, la loro infanzia, la povertà, la Sicilia sotto il fascismo e la guerra. L'armistizio dell'8 settembre del 1943, la cattura o lo sbandamento. L'internamento e la guerra partigiana. Il massacrante lavoro coatto, la fame, le punizioni. Lo sterminio e la difficoltà di essere, dopo, tra i sopravvissuti. La liberazione dai campi e il rientro in Sicilia, una terra dove ricordare non è stato per nulla semplice. Anzi, nel dopoguerra in Sicilia era per loro più facile dimenticare.
Molte voci e molte storie diverse quelle raccontate dai siciliani, ma che, nella loro coralità, riescono a restituire la complessità del sistema concentrazionario nazista e danno la possibilità all'ascoltatore di “sentire” cosa significa essere stato ridotto a pezzi – a Stücke.
Stücke in tedesco significa “pezzi”. “Ho contato 200 pezzi” era la frase con cui si concludeva l'appello nei campi nazisti, oppure 1.000 o 10.000 secondo la grandezza del campo. Sempre però pezzi. Non prigionieri. Tanto meno persone.
Fra le testimonianze anche il paternese Alfredo Rapisarda. Internato nella metà di settembre del 1943 in diversi campi lavorando presso la fonderia, poi presso la fabbrica di mattonelle e in ultimo alla fabbricazione dei radar. Rapisarda descrive il periodo fascista a Paternò, dicendo che si viveva male perchè c'era la povertà e per quetso motivo molti siciliani andavano in Germania anche ai tempi di HItler e anche prima della guerra. Racconta ancora che , dopo l'armistizio dell'8 settembre a lui e agli altri soldati non fu comunicato nulla, e che la sera stessa dell'8 settembre furono catturati dai tedeschi. Erano in mille e passarono la notte in un campo di calcio all'agghiaccio. Da li dopo giorni e giorni di marcia prese il treno che lo portò al campo di concentramento. Questi erano carri bestiame e vi era cattivo odore,fame e sete, senza mangiare e senza poter dormire, perchè i vagoni erano così stipati che nessuno poteva sdraiarsi. Il viaggio durò due o tre giorni. E poi continua con il racconto straziante della descrizione della vita all'interno del campo di Danzica, dove vi erano solo uomini e si lavorava alla fonderia; mangiavano poco e quello che davano dovevano dividerlo e si litigava per le molliche di pane! E il racconto continua ricordando i suoi amici compaesani che non ce l'hanno fatta. Dopo tanto tribolare ritorna a casa dal quale era partito dicianovenne, e e ritorna da eroe e fu festa per famigliari e i vicini.
intervistare e archiviare testimonianze dirette di siciliani deportati o internati nei campi nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale




