Dall’inglese strèss, significa sforzo, oppressione. I meccanismi dello stress sono stati descritti per la prima volta da H. Seyle. Esso, è caratterizzato da due momenti, lo stimolo e la risposta. Seyle creò la parola stressor per indicare l’agente causale e mantenne la parola stress per indicare la parola risultante finale.
È difficile dare una definizione univoca che è causata dalla variabilità individuale nelle risposte alla grande varietà di situazioni (esercizio fisico intenso, forti emozioni, malattie, lutti, perdita del lavoro, ecc) che possono provocare stress. Dal punto di vista biomedico, non si è ancora d’accordo se lo stress debba essere considerato un fenomeno fisiologico o patologico. Secondo Seyle lo si può definire come una risposta aspecifica dell’organismo a qualunque richiesta, quindi come una sindrome di adattamento. Ci sono tre stadi nell’adattamento: allarme, resistenza, e l’esaurimento. In particolare alla situazione di allarme, a stress intensi e continuativi si individuano tre momenti ricorrenti: ingrossamento delle ghiandole surrenali, sanguinamenti e ulcere profonde, riduzione della milza. Tuttavia, gli organi maggiormente colpiti sono il sistema nervoso, endocrino, e immunitario.
Lo stress quale condizione di adattamento, è caratterizzato anche dall’aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa. Questi eventi sono mediati dal rilascio di piccole molecole chiamate amine biogene, queste mettono in moto la reazione di allarme e mandano stimoli al cervello.
Altri stimoli che determinano lo stress, il rilascio di una particolare molecola (interleuchina), o l’esposizione a batteri e virus.




