Lo studio delle stelle o astronomia (dal greco astros + nomis: legge delle stelle) ha origini tanto antiche da perdersi nella notte dei tempi. L’uomo ha sempre scrutato il cielo notturno per cercare di comprendere le leggi dell’universo che lo circonda e, magari, trovare risposta alle tre famose domande: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?
L’astronomia e l’astrologia, che studia come il movimento delle stelle possa influenzare la vita sulla Terra, sono le scienze più antiche del mondo.
Popoli di ogni periodo storico hanno guardato al cielo e percepito la presenza di un affascinante mistero. Molto prima che l’uomo inventasse il telescopio o capisse cosa fossero realmente le stelle, pensò che esse fossero in qualche modo importanti. Sentì che le stelle erano così magiche e belle che dovevano contenere un messaggio speciale.
La curiosità dell’uomo per le stelle fu l’inizio della scienza astrologica. Gli archeologi hanno trovato tracce degli studi astrologici nelle rovine di quasi tutti i siti di civiltà antiche, dalla Grecia a Babilonia, dalla Cina alla Roma antica.
Le americhe
L'astronomia delle civiltà precolombiane aveva uno scopo prevalentemente legato alla vita religiosa e sociale.
Gli astri erano osservati per scrivere almanacchi, per prevedere fenomeni che potevano essere interpretati come negativi per la casta regnante, per individuare date importanti per riti religiosi. Essa era quindi più vicina all'astrologia che non a una scienza come la intendiamo ai giorni nostri; gli "astronomi" erano dei sacerdoti, appartenenti quindi alla casta che, di fatto, deteneva la cultura ed il potere.
Per tutte le popolazioni precolombiane era importante la costellazione delle Pleiadi: Maya, Aztechi e Inca compirono attenti studi su quell’ammasso di stelle e legarono il loro movimento a date fondamentali nella loro vita sociale e religiosa.
Dai codici dei Maya ed Aztechi e dagli scritti spagnoli emerge il fatto che tali popoli conoscevano gran parte delle costellazioni: lo Scorpione, l'Orsa Maggiore, l'Orsa Minore, la Stella Polare, etc.
Sono ancora aperti i dibattiti sull'argomento zodiaco: poche e non chiare sono le testimonianze che lo riguardano. Alcuni studiosi in materia sostengono che nel Codice di Parigi, scritto Maya, le file di animali presenti rappresentano le varie costellazioni zodiacali. In questo documento si possono vedere un avvoltoio, un uccello, una testa di morto, un serpente a sonagli, una tartaruga, uno scorpione, due pecari (maiali selvatici), una rana e un cervo.
I due pecari potrebbero rappresentare la costellazione dei Gemelli, mentre lo scorpione rappresenta la costellazione omonima.
Problemi interpretativi nascono invece per gli altri animali: la tartaruga per esempio è identificata con la parte centrale della costellazione di Orione, ma questa non è una costellazione zodiacale.
Quindi si potrebbe affermare che i Maya avevano uno zodiaco proprio, in parte diverso da quello utilizzato nei giorni nostri.
L'apparizione di una cometa nel cielo era vista da tutti i popoli mesoamericani (popolazione precoloniale) come un messaggio di sventura, segno dell'avvicinarsi di una disgrazia.
Gli Aztechi ne erano terrorizzati, poiché credevano che le comete generassero fulmini letali e orrende fiamme che colpivano gli esseri mortali. Anche Maya e Inca le temevano, inoltre sembra che il passaggio della cometa di Halley nel 1531 annunciò all'ultimo inca Atahualpa la fine sua e del suo grande impero.
Purtroppo lo scempio compiuto dai “conquistadores” spagnoli non ci ha fatto pervenire documenti sui quali questi popoli, Maya soprattutto, avevano registrato le loro osservazioni.
Le eclissi sia di Luna, sia specialmente quelle di Sole, hanno sempre fortemente impressionato tutte le persone in ogni epoca.
Tra le varie credenze antiche sulle cause delle eclissi vi era anche quella che imputava il fenomeno ad un dragone celeste, che cercava di mangiare la Luna o il Sole; un dragone che solamente con preghiere e sacrifici era possibile allontanare.
Le eclissi furono spesso associate a momenti pericolosi. I Maya avevano scoperto, dopo secoli di attente osservazioni, che i periodi pericolosi si manifestavano a intervalli di circa 177 o 148 giorni. Essi non erano in grado di prevedere con esattezza un'eclissi, ma individuavano l'avvicinarsi dei periodi funesti per potersi preparare ad affrontarli per mezzo di preghiere e sacrifici.
I popoli mesoamericani erano grandi studiosi del cielo, come si evince dalle numerose testimonianze giunte fino a noi.
Studiavano il moto del Sole e della Luna, ma da alcuni scritti, soprattutto Maya, emerge che questo popolo aveva studiato anche il moto di Venere, di Marte e di Giove.
I Maya s’interessarono soprattutto di Venere: osservarono tale astro che appariva luminoso la sera ed al mattino, quando sorgeva assieme al Sole. Avevano notato come Venere si trovasse sempre nelle vicinanze del Sole, e che sembrava ruotargli attorno. Per questo identificarono Venere con un dio potente e terribile, che era necessario ingraziarsi soprattutto quando sorgeva al mattino.
Nei loro studi erano riusciti a calcolare il periodo di Venere in 584 giorni, con un errore di qualche decina di minuti.
L’Egitto
Gli antichi egizi, così come i Maya, avevano conoscenze di astronomia e matematica di cui, ancor oggi, non è possibile comprenderne le origini. Tali studi si perdono nella preistoria.
Basti pensare a come le piramidi della piana di Giza furono allineate e alla precisione con cui furono disposti milioni di blocchi di pietra per realizzarle. Al mistero della Sfinge e al suo allineamento e significato.
I diagrammi stellari degli egizi, differiscono dai nostri che derivano principalmente da raggruppamenti fatti dai babilonesi.
Una mappa celeste di 5300 anni fa, in cui sono segnate le principali costellazioni viste da Menfi, mostra L'Orsa Maggiore denominata Gamba di Bue, il Cigno come un uomo a braccia spalancate, Orione come un uomo che corre guardandosi indietro, Cassiopea come una figura a braccia aperte. Sono anche indicate con figure abbastanza simili alle nostre il Drago, forse le Pleiadi, lo Scorpione, l'Ariete e la stella Sirio.
L’astronomia egizia presenta importanti differenze nella classificazione delle stelle e costellazioni, rispetto alle civiltà di origine greco-latina (come la nostra) che ereditarono tale scienza dai babilonesi.
Proprio dalla tradizione babilonica gli egizi ne ereditarono lo zodiaco, apportandone alcune modifiche nella simbologia e nel significato dei segni. Ma l’astrologia, rimane sempre una conoscenza ristretta ai sacerdoti.
Le chiavi di lettura delle grandiose opere risiedevano nella mente dei sommi sacerdoti e degli architetti che ne concepirono la realizzazione.
Oltre due millenni fa non esistevano mezzi di comunicazione, e i popoli non sapevano dell’esistenza degli altri. Pertanto sorge spontanea la domanda: chi li ha istruiti? Come acquisirono tali conoscenze?
L'antica astronomia cinese è famosa in tutto il mondo per l'accuratissima registrazione e la costanza nel tempo delle osservazioni celesti; osservazioni talmente precise da costituire probabilmente la migliore cronaca astronomica dal 2000 a.C. fino ai nostri giorni.
In Cina
Di solito è abitudine attribuire ai cinesi grandi ed importanti conoscenze astronomiche prima ancora del secondo millennio prima di Cristo, anche se non esiste a tale proposito alcun documento o reperto archeologico di varia natura che provi il loro effettivo progresso prima di tale data.
I loro studi sui moti della Luna e del Sole, compiuti da un osservatorio astronomico fatto costruire nel 2608 a.C. dall'imperatore Hoang-Ti, avevano come scopo principale quello di elaborare e correggere l'allora carente calendario.
Fra le discipline scientifiche in Cina l'astronomia ha da sempre avuto un ruolo di primissimo piano. Ciò era dovuto al fatto che i cinesi consideravano l'imperatore qualcosa di divino che era tale per volere del cielo e di conseguenza, tutti i fenomeni che si verificavano sulla volta celeste, per forza di cose, avevano un evidente riscontro sulla Terra, sulle attività umane e soprattutto sul comportamento e le decisioni dell'imperatore.
Per questo gli astronomi della corte reale erano responsabili direttamente con la loro stessa vita dell'esattezza delle previsioni delle eclissi o di altri eventuali importanti fenomeni celesti tanto legati alla vita dell'imperatore e della nazione.
Per dare maggiore importanza alla connessione esistente tra imperatore e avvenimenti celesti, ogni nuovo regnante, non appena saliva al trono, era solito cambiare immediatamente, innanzitutto la sede dell'osservatorio astronomico imperiale portandolo adiacente al palazzo della propria città (a secondo della dinastia regnante) ed in seguito anche le regole che costituivano le basi per la compilazione del calendario lasciandovi così impressa l'impronta del proprio passaggio.
Come nella maggior parte delle popolazioni antiche il calendario cinese era per lo più un calendario lunisolare riveduto e corretto di dinastia in dinastia data anche la non coincidenza delle lunazioni con il movimento apparente annuale del Sole sulla volta celeste.
A parte le osservazioni dei moti della Luna e del Sole, gli astri più brillanti del cielo e quindi anche i più facili da seguire, gli astronomi cinesi rivolgevano particolare attenzione ad avvenimenti come l'apparizione di una cometa, l'esplosione di una stella nova, le congiunzioni planetarie ed ovviamente le eclissi di Sole e di Luna.
La ripartizione del cielo, come è possibile immaginare, era fatta in modo completamente diverso da quello occidentale, con piccole costellazioni (circa 250) la più famosa delle quali e` giunta fino ai nostri cieli col nome di costellazione del Dragone, divenuta in Cina talmente importante (anche per la sua vicinanza al polo nord celeste e per il fatto che anticamente conteneva la stella polare) da diventare simbolo nazionale.
Gli scarsi contatti fra il lontano Oriente e l'Europa, soprattutto per le enormi difficoltà di viaggio per raggiungere terre così lontane, portarono la due culture ad incontrarsi molto tardi e ad aumentare il mito di un popolo misterioso e saggio, capace di grandi invenzioni e che era già a conoscenza, 6000 e più anni prima della nascita di Cristo, dei più grandi segreti scientifici.
Lo studio delle stelle ha però due indiscussi protagonisti: il Sole e la Luna.
Essi sono i corpi celesti che, più di altri, condizionano la vita sulla Terra e pertanto meritano una descrizione più dettagliata e approfondita del loro influsso fisico e spirituale.




