Figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, nasce a Greenwich 1533 ma fu dichiarata illegittima dopo la morte della madre. Educata insieme al fratellastro Edoardo VI ricevette una vasta educazione umanistica. Ebbe momenti critici durante il regno della sorellastra Maria Tudor. Salita al trono nel 1558, Elisabetta dovette subito affrontare una situazione interna ed esterna di grande difficoltà. Il problema più urgente era sistemare la questione religiosa, alla quale Elisabetta attese coadiuvata da abili consiglieri. Contraria ad ogni fanatismo, cercò con una prudente politica di pacificazione di riportare la tranquillità nel regno dopo le scelte contrapposte di Edoardo VI e Maria Tudor. Anche il rientro in patria dei fuorusciti protestanti che perseguitavano una radicale attuazione dei loro princìpi religiosi, minacciava ondate di fanatismo. Fu ristabilita, così, la supremazia regia sulla chiesa e la sua indipendenza dalla chiesa di Roma, ma in una forma più moderata e che non desse adito a nuove persecuzioni: l’Act of Uniformity (1559) ripristinò il Common Prayer Book e proibì ogni altra forma di culto e l’Act of Supremacy (1563) abolì nuovamente ogni giurisdizione pontificia in Inghilterra, ma Elisabetta evitò di assumere la qualifica di capo della chiesa.
Il problema religioso era anche intrecciato con quello dinastico. Fin dall’inizio del suo regno Elisabetta dovette difendere i suoi diritti al trono, contestati da più parti del mondo cattolico per la sua nascita illegittima, contro la candidatura di Maria Stuart, cattolica, regina di Scozia. La paura che la corona inglese fosse nuovamente minacciata spinse i parlamentari a rivolgere a Elisabetta frequenti petizioni affinché si sposasse al fine di assicurare la successione. Nessuna delle numerose trattative andò in porto. In queste occasioni Elisabetta fu fermamente intenzionata a garantire all’Inghilterra un avvenire di grande potenza marittima e commerciale, facendo leva sul sentimento di autonomia delle ingerenze straniere presenti nei suoi sudditi; per attuare questa politica si appoggiò a gruppi sociali economicamente più dinamici, avidi di nuove ricchezze, che la trasformazione del mondo agricolo feudale aveva portato alla ribalta.
Alla morte, nel 1603, Elisabetta designò come suo successore Giacomo VI. Il lungo regno di Elisabetta viene anche ricordato come epoca elisabettiana in cui si sviluppa la poesia, la letteratura e il teatro.

Storia


Gli Egizi mantennero un alto livello di civiltà per 3000 anni circa. Questa stabilità fu data dalla loro struttura sociale e dalle credenze religiose. L’Egitto contava diversi milioni di abitanti in maggioranza contadini che venivano assegnati a nobili proprietari terrieri o a templi. Vivevano in casupole di fango, mentre i ricchi nobili possedevano grandi case con bagni, cortili e vestiboli. I contadini coltivavano frumento e orzo, producevano il lino per tessere la tela e allevavano bestiame.
Con il nome “Italia”, inizialmente veniva indicata solo la Calabria; nel III secolo a.C. l’Italia coincideva con la parte a sud dei fiumi Magra e Rubicone; nel 49 a.C., divenuta romana anche la Gallia Cisalpina, fu considerato Italia anche il Nord, mentre Sicilia e Sardegna furono unite all’Italia solo nel III secolo d.C. con la riforma di Diocleziano.
Caio Giulio Cesare Ottaviano nacque a Roma il 23 settembre del 63 a. C. fu adottato da Cesare e rivendicò i diritti di figlio ed erede del dittatore. Il rifiuto di Marco Antonio a consegnarli la sottratta eredità fece sì che intorno a lui si riunissero tutte le forze che, alla morte di Cesare, volevano riprendere le antiche posizioni. Ne sorse di conseguenza il conflitto con Antonio, il quale fu vinto in due battaglie a Modena (44-43 a. C. ) e riparò in Gallia. Allo scopo di fronteggiare il pericolo dei repubblicani, venne a un accordo con Antonio costituendo con lui e con Lepido il secondo triunvirato (43 a. C.). Assieme con Antonio vinse a Filippi, Bruto e Cassio (42 a. C.). 
