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Author Topic: Pensieri per il 2012  (Read 770 times)
Giorgio Gaetano Ciancitto
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darklegion81@hotmail.com
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« on: December 30, 2011, 07:58:06 PM »

Paternò.
Pensieri di un cittadino.

Alcuni pensieri sono rivolti alla mia città che da parecchio tempo non gode né di fama positiva né di ottima o quantomeno sufficiente salute.
Il mio pensiero va a una cittĂ  dimenticata dai paternesi che nonostante tutto la vivono e la distruggono giornalmente attraverso la propria incapacitĂ , ignoranza ed inciviltĂ .
E’ sinceramente brutto dire tutto questo ma è fastidioso vedere ovunque spazzatura, gente scortese, gente ignobile che non riesce nemmeno a guidare civilmente un’auto.
A proposito di auto è interessante vedere come il comune stesso non s’impegna nella ricerca di “fondi” attraverso le multe, credo che solo con queste si potrebbe risolvere un po’ di problemi.
I paternesi, ma non tutti, “usano” questa città come se fosse una discarica, e la usano come se fosse un posto “temporaneo” di locazione.
Chi ama la propria città non la vende come hanno fatto i politici e per giunta andiamo a intitolare vie e piazze in tempi record, ma scusate…dimentico che chi propone una via o una piazza per un personaggio “X” sono sempre i politici che gestiscono la città.
Tutto questo è triste e vomitevole.
Con la nostra associazione abbiamo chiesto l’intitolazione di una via al maestro Mariano Ventimiglia, scomparso circa sette anni fa, la risposta è stata che si deve seguire un iter burocratico che secondo le leggi è complesso da svolgere…bla …bla…bla…tutte storie che hanno cercato di dissuadere dal nostro intento. Ma non ci scoraggiamo, porteremo ancora avanti la bandiera della libertà di parola senza politica di mezzo e quindi senza secondi fini.
Chiamando negli uffici del comune ti dicono che hanno seguito una nostra intervista e si chiedono come mai tutto questo e quasi quasi sono sarcastici, ma io continuo a ridere perché non sanno quello che fanno e quello che dicono.
Siamo lontani da alcuni giornaletti paesani che raccontano le solite frottole un giorno per una fazione politica e un giorno per un’altra, giusto per portare il pane a casa.
Siamo dell’opinione che il pane si porta a casa onestamente ed in maniera imparziale.
E’ orribile vedere auto posteggiate in seconda fila, sui marciapiedi, sulle scivole per i disabili, davanti ai passi carrabile, davanti alle chiese !
Smettiamola di prenderci in giro, se vogliamo cambiare dobbiamo denunciare tutto quello che vediamo giorno dopo giorno.
L’omertà e il clientelismo non portano a nulla; hanno soltanto portato la nostra cara città allo sfacelo.
Svegliatevi e cogliete l’opportunità di esprimere le vostre opinioni, siamo nel 2012 non nell’anno 1000.
Paternò è tornata ad essere medievale e in alcuni momenti anche neolitica.
Quando entri nei panifici pochissimi ti rilasciano lo scontrino e quando lo chiedi ti vorrebbero quasi strozzare. Alcuni dicono “e vabbè…” ma questi non comprendono che questi esercenti (e non sono i soli) sono quelli che non pagano le tasse e per forza di cose a pagarle siamo tutti noi !
Svegliatevi da questo intoppo mentale in cui siamo incappati, svegliatevi e ribellatevi.
Quando andate a votare fatelo col cervello e non con le promesse che vi vengono fatte, perché queste non saranno mantenute.
Chi è al momento ai più alti vertici della politica e che è partito proprio dal nostro paese, ha totalmente dimenticato Paternò, questo è bene ricordarlo affinché non accada mai più.
Cerchiamo di coinvolgere chi non capisce certe cose, spieghiamole, coinvolgiamo gli incivili affinché non lo siano più, sproniamo i bambini affinché non facciano le stesse cose negative.
“Il futuro di questo paese è in mano ai giovani”  - è una frase che sento sempre dire al politico di turno che interviene alle nostre conferenze e dibattiti, ma per i giovani non avete fatto mai nulla perchĂ© sapete a priori che vi manderanno a casa.
Alcuni giovani scappano da questo paese perché schifati di quanto accade, non li biasimo, ma devono avere la forza e il coraggio di continuare, così come stiamo facendo noi.
Non siamo una forza politica ne tantomeno un gruppo che cerca di spalleggiare un partito o un politico, siamo solo un gruppo di ragazzi che vogliono cambiare in meglio Paternò.
Non facciamo, quindi, propaganda politica, siamo apolitici e apartitici per statuto.
Il mio desiderio è di vedere i miei concittadini attivi sul fronte culturale e sul fronte della critica costruttiva sull’operato dell’amministrazione comunale.
Diffidate da chi sta improvvisando comitati e gruppi culturali giusto a pochi mesi dalle elezioni, sono sicuramente quelli che quel giorno vi chiederanno il voto.
Torniamo quindi alle solite storie che mi annoiano da morire.
Ti attendono davanti al bar, ti hanno visto, ti hanno riconosciuto, con una lingua da pennello cinghiale cercano di improntare un discorso al fine di poterti circuire per quel dannato voto e quando l’hanno ottenuto sei fuori, dimenticato.
Questo è quello che è accaduto a Paternò: è stata dimenticata dai suoi stessi politici, da quelli che dovevano sostenerla nel difficile momento che corre.
In giro si vede delinquenza, ragazzi che imbrattano i muri indisturbati, gente che corre con i motorini senza casco impennando per le piazze e le vie principali, un totale degrado.
Un paese senza controllo. Non esiste l’autorità che possa in qualche maniera ridimensionare il tutto. Passando per una strada a senso unico mi vedo spuntare a metà strada una macchina in senso opposto e mi intima di farlo passare, vuole tutte le ragioni di questo mondo e quando gli faccio notare che è in divieto mi manda a quel paese; mi chiedo dove arriveremo.
Combattiamo questa ignoranza, lo chiedo con tutto il cuore.
Se vi reputate civili e intelligenti rispondete a tono a queste persone incivili, denunciate le auto messe fuori posto, i vandali e gli incivili.
Queste parole, spero, possano servire a cominciare un 2012 con la consapevolezza che nonostante il natale sia ormai finito, a Paternò non è mai iniziato.
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roberto
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« Reply #1 on: December 31, 2011, 05:48:44 PM »

Carissimo Giorgio, devi essere molto incacchiato se hai messo a nudo tutti questi problemi.....sono gli stessi problemi di 40 anni orsono quando decisi di scappare. Il 1968 non è passato per Paternò o forse i miei coetanei si sono adagiati sulla triste realtà lasciando a quelli che verranno il compito di saltare anche loro gli ostacoli....solo che adesso questi ostacoli sono insormontabili.
Cosa bisogna fare? Risposta: lottare contro i mulini a vento o SCAPPARE. Io sono fuggito da una realtĂ  che mi poneva troppi limiti, da una esistenza scialba e senza futuro. A 20 anni mi sono comprato un vestito nuovo, ho imparato una lingua, e ho preso un aereo con destinazione l'avventura o il futuro.
Il futuro è incerto, nessuno lo conosce, ma se non giochi almeno una carta a che cosa possiamo anelare.
Io conosco tante persone della mia etĂ  che vivono  Paternò.....ho visto che si sono adattate al sistema, che hanno fatto una vita comoda e tranquilla, ma non hanno fatto quasi nulla per cambiare. Mi ricordano tanto dei ragazzi diplomati che avevano fatto il militare con me a Treviso: l'ultimo mese di naja in mensa mangiavano gli spaghetti con le mani. Altro che migliorare! Uno di loro diplomato ragioniere, figlio di un ferroviere di Scafati, me lo sono mangiato vivo e gli ho buttato in terra il piatto dicendogli di mangiare per terra che facevo una foto e la mandavo a suo padre.........quando ci siamo salutati alla fine mi ha detto che avevo ragione e mi ha anche ringraziato per avergli aperto gli occhi.
Vi ho raccontato questo episodio di vita perchè lo accomuno a quelle persone di Paternò che conosco: si sono imbruttite e forse un pochino inselvatichite come delle capre che pensano solo a brucare l'erba anche se nell'ambiente circostante sta arrivando un ciclone.
Non avvilitevi e continuate a lottare.
Nonno Roberto

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roberto
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« Reply #2 on: March 02, 2013, 04:08:29 PM »

Ieri siamo andati a fare la spesa. In un supermercato ho preso delle lamette da barba usa e getta pagando la confezione 1,09, ma quando sono arrivato a casa ho scoperto che le lamette che avevo a casa (naturalmente di altra marca) le avevo pagate 4,35....quattro volte di piĂą. Ma sono identiche, cambia solo la confezione e la marca.
In un'Italia dove la metĂ  delle piccole aziende non riesce piĂą a pagare gli stipendi ai propri dipendenti queste traffe sono proprio una schifezza.
Qualcuno obietterà che questo è il commercio, ma trovo assurdo che prendano in giro il consumatore e far pagare un prodotto uguale a quattro volte di più. Saremo ciechi ma non fessi.
Vi saluto.
Nonno Roberto



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